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22/04/13

RIFUGIO ANTIAEREO CONICO



Nella vasta pianura della Provincia di Piacenza è ancora presente un rifugio antiaereo di superficie di forma conica. Costruito tra il 1940 ed il 1942 impiegando calcestruzzo è alto circa 8 metri ed i muri presentano uno spessore di 1,50 metri.
Lo stretto cunicolo di ingresso segue una forma serpeggiante, con la funzione di creare una barriera antiscoppio, ed è incorporato in una struttura sagomata connessa alla parte conica. Nella base si trova la camera del rifugio con un soffitto a cupola dove è presente un condotto di aerazione.
In origine dotato di servizi igienici il rifugio presenta tra il soffitto e la parte terminale conica una camera d’aria connessa a 6 condotti di ventilazione inseriti nelle pareti.
I condotti fuoriescono dalla base e, interrati sotto la superficie del terreno, si diramano per diverse decine di metri assicurando il ricambio d’aria in ogni condizione di impiego.
Anche nella situazione più sfavorevole, crollo della sezione di accesso con occupanti all’interno impossibilitati ad uscire, il sistema di ventilazione avrebbe dovuo assicurare un ricambio di aria tale da permettere la sopravvivenza nell’attesa dello sgombero delle macerie da parte delle squadre di soccorso.
Probabilmente è in base a queste considerazioni che non sono stati previsti sistemi di accesso e uscita secondari o di emergenza.
Il rifugio antiaereo è costruito su un terreno annesso ad una parte di fabbricato in vendita e la trattativa è affidata ad una agenzia immobiliare contattabile alla e-mail  castelvetro@gruppocasapoint.it
Ringrazio il proprietario che ha permesso le riprese fotografiche e la loro pubblicazione e con grande disponibilità ha risposto alle mie domande.

SEZIONE CONICA

LA STRUTURA COMPLETA

PORTA ESTERNA DI ACCESSO AL CUNICOLO

SBOCCO DEL CUNICOLO ALL'INTERNO DEL RIFUGIO

IL VANO IN ORIGINE OCCUPATO DAI SERVIZI IGIENICI

CONDOTTO DI VENTILAZIONE

DESCRIZIONE SEZIONI



08/04/13

FRECCE TRICOLORI: LE ALTRE FOTOGRAFIE


A grande richiesta da parte dei numerosi lettori le altre fotografie delle Frecce Tricolori in esercitazione all’aeroporto militare di Piacenza – San Damiano il 4 Aprile scorso.









 

04/04/13

FRECCE TRICOLORI IN ESERCITAZIONE A PIACENZA-SAN DAMIANO



Dalla storia alla attualità. Oggi le Frecce Tricolori si sono rischierate presso l’aeroporto militare di San Damiano, in Provincia di Piacenza, per effettuare una esercitazione fuori sede.
A partire dalle 11:30 il cielo ingrigito da nuvole basse è diventato lo sfondo delle spettacolari evoluzioni dei colorati aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Speriamo di vedere ancora le Frecce Tricolori nei nostri cieli. Magari in una esibizione ufficiale.

DECOLLO

FORMAZIONE

A BASSA QUOTA

IN FORMAZIONE SULL'AEROPORTO

IN RISALITA

23/02/13

POSTO TRASMITTENTE LONTANO



Percorrendo le strade della Provincia di Piacenza costeggiate da fertili e rigogliosi campi è possibile imbattersi in un riquadro di terreno recintato dove si trova un piccolo fabbricato in origine destinato ad impieghi militari.

Si tratta di quanto rimane di un Posto Trasmittente Lontano impiegato dalla Aeronautica Militare che dopo la dismissione è diventato un terreno demaniale.

Gli infissi sono protetti da robuste saracinesche metalliche mentre dalle pareti fuoriescono svariati condotti destinati probabilmente a convogliare verso l’esterno l’aria calda prodotta dalle apparecchiature elettroniche in funzione.

Quanto rimane della tinteggiatura e l’architettura sono tipici di questo genere di installazioni.

Un'altra traccia di un passato storico e militare in termini di tempo abbastanza vicino ma se misurato con il metro della evoluzione globale ormai lontano.
VISTA DI FRONTE

VISTA POSTERIORE

SIMBOLOGIA N.A.T.O.

16/01/13

CAPOSALDO DI LIVELLAZIONE



In uno dei muri perimetrali dell’ex  edificio scolastico di Mortizza, nelle vicinanze di Piacenza, è inserita una placca in metallo che riporta queste parole: caposaldo di livellazione – Istituto Geografico Militare.
Al centro della placca è presente il riferimento.
Si tratta di uno dei numerosi elementi che rappresentano materialmente sul territorio la “Rete di livellazione di alta precisione” sviluppata dagli anni cinquanta dall’ Istituto Geografico Militare ed è anche la manifestazione tangibile dell’impegno di questa istituzione relativo al continuo miglioramento della conoscenza altimetrica e geodetica della nostra Nazione.


07/12/12

MONTICELLI D'ONGINA: IL POLIGONO ABBANDONATO



Tra gli argini ed i campi della bassa padana è possibile imbattersi nei resti coperti e protetti dalla vegetazione di un poligono di tiro.
Si trova nelle vicinanze di Monticelli d’Ongina, in Provincia di Piacenza, ed è stato costruito nel 1933. Presenta 3 piazzole di tiro ed è lungo circa 390 metri con una larghezza approssimativa di 21 metri.
Regolarmente impiegato dalle forze armate italiane durante il secondo conflitto mondiale è stato utilizzato anche da svariati reparti tedeschi per esercitazioni e prove di tiro.
Dopo la conclusione della guerra è caduto in disuso ed ora è una delle tante aree demaniali sparse per l’Italia.
LA FACCIATA E L'INGRESSO PARZIALMENTE NASCOSTI DALLA VEGETAZIONE

LA PENSILINA CON I LOCALI DI SERVIZIO

LE PIAZZOLE DI TIRO

VISTA DELLA PARTE INIZIALE
RESTI DI UN FABBRICATO DI DIMENSIONI RIDOTTE

UNA PARTE DEL MURO INTERMEDIO

MURO INTERMEDIO
UNO DEI MURI LATERALI VISTO DI FRONTE


UNO DEI MURI LATERALI VISTO DA DIETRO

VISTA FRONTALE DEL MURO DI FONDO
VISTA POSTERIORE DEL MURO DI FONDO

VISTA LATERALE DEL MURO DI FONDO

ISCRIZIONE CON RIPORTATA LA DATA DI COSTRUZIONE ANNO 1933


28/06/12

ESERCITAZIONE TRAGICA


RISCHIERAMENTO
Dall’ottobre del 1942 l’aeroporto militare presente a San Damiano, nelle vicinanze di Piacenza, intitolato alla memoria di Gaetano Mazza è interamente gestito ed impiegato dalla Luftwaffe subentrata ai reparti della Regia Aeronautica. Da quel momento la superficie e le strutture aeroportuali sono oggetto di notevoli lavori di ampliamento e con il progredire del conflitto l’aeroporto ospita il rischieramento periodico di svariati reparti della Luftwaffe.
Nella primavera del 1943 all’aeroporto “Gaetano Mazza” sono presenti dei “Gruppe” appartenenti a diversi KG, Kampfgeschwader o unità da bombardamento; in particolare si tratta dei Gruppe 3 del KG 27, Gruppe 3 del KG 54, probabilmente il Gruppe 1 ed i Gruppe 2 e 3 con il Gruppe Stab del KG 77. Tutti i reparti sono equipaggiati con velivoli bimotore Junkers JU 88 A 4.
Tra queste unità gli staffel del Gruppe 3 del KG 54 si distinguono per l’insegna che caratterizza tutto il Kampfgeschwader; la “testa di morto” o totenkopf il simbolo del teschio indelebilmente associato al KG 54. A San Damiano sono presenti gli Staffel 7 8 e 9 provenienti da Catania dove il Gruppe 3 del KG 54 è stato costituito convertendo gli Staffel 1 2 e 3 del KGr 806.

ESERCITAZIONE NOTTURNA
Per la notte del 28 Aprile 1943 il Gruppe 3 del KG 54 “totenkopf” ha in programma una esercitazione notturna; il decollo è previsto nella serata ed il piano di volo elaborato per l’attività addestrativa prevede l’impiego dello spazio aereo dell’area compresa tra Piacenza e Milano.
Nello Staffel 9 è compreso il JU 88 A 4 con codice B3+FR e numero di matricola 142477; l’equipaggio è composto dal Flugzeugfuhrer Leutenant Harry Brause Tenente pilota e comandante dell’aereo mentre delle comunicazioni radio si occupa lo Obergefreiter Caporale Maggiore Willy Schulz. L’osservazione e la navigazione sono delegate all’Obergefreiter Caporale Maggiore Gerd Wodeck ed il Gefreiter Caporale Josef Gerhards ha la funzione di armiere.
La Pasqua è passata da poco, cadeva la domenica precedente 25 Aprile 1943, le battaglie infuriano nel nord Africa e lungo il fronte orientale ma, a parte le azioni di bombardamento alleate, la guerra è ancora relativamente lontana dal suolo italiano e dalla città di Piacenza.
Il 28 Aprile 1943 nella sera primaverile i velivoli del Gruppe 3 del KG 54 si alzano in volo per una tranquilla esercitazione. Poco dopo il decollo i motori del bombardiere B3+FR manifestano delle anomalie; in una manciata di minuti almeno uno dei propulsori si incendia e mentre lo JU 88 si trova sulla verticale di Piacenza il pilota perde completamente il controllo dell’aereo.
Sono circa le 22:30 e per qualche istante una meteora illumina la notte resa ancora più buia dall’oscuramento; il Junkers B3+FR precipita in fiamme schiantandosi nell’abitato di Piacenza, a ridosso del centro cittadino. L’aereo impatta sullo Stradone Farnese provocando il crollo dell’edificio del Convento delle Carmelitane Scalze che ospita anche le Terziarie Francescane.
Uno dei gruppi motore in fiamme è proiettato lungo una strada trasversale, Via Torta, e la sua corsa si arresta dopo circa 270 metri di fronte alla chiesa di San Paolo mentre il carburante del velivolo dilaga. I soccorsi si attivano immediatamente e sul luogo del disastro accorrono i Vigili del Fuoco, il personale della Corce Rossa ed i volontari della U.N.P.A.; il quadro della situazione è spaventoso.
Una buona parte del Convento è ridotta in macerie sovrastate da parti deformate di quanto rimane del bombardiere tedesco mentre il carburante fuoriuscito dai serbatoi si è incendiato; le fiamme avvolgono le macerie e si sono propagate lungo via Torta fino al punto dove si è fermato il propulsore che si è staccato dal velivolo. L’intera strada è un rogo indefinito mentre frammenti dell’aereo di svariate dimensioni sono sparsi in un area di circa 20.000 metri quadrati.
Quando le fiamme sono estinte inizia l’operazione di rimozione delle macerie con la pietosa estrazione delle salme e si contano 25 persone decedute. Venti sono cittadini, residenti nell’area interessata dell’impatto, mentre cinque sono Terziarie Francescane che hanno trovato la morte nel Convento distrutto; i feriti, con lesioni di varia entità, sono numerosi.
La guerra impone segretezza, in particolare per quanto riguarda un disastro aereo provocato dal principale alleato militare e politico. Il quotidiano locale “La Scure” non riporta nulla, solo qualche necrologio non facilmente riferibile all’accaduto; poi nel numero  102 dello stesso giornale pubblicato il 30 Aprile 1943 si legge un annuncio:
Solenne rito funebre
nel pomeriggio di oggi alle ore 17 verrà celebrato al cimitero un rito funebre in memoria
delle vittime del grave incidente avvenuto la notte di mercoledì 28 Aprile.
Si invita la cittadinanza a voler presenziare al tributo di omaggio alle salme.
Il conflitto continua e nessuno avrà la possibilità ed il tempo di occuparsi dell’accaduto.
Oltre ai civili tutti i membri dell’equipaggio del B3+FR sono deceduti; i resti del Caporale Maggiore Schulz non sono ritrovati mentre i corpi del Tenente Brause, del Caporale Maggiore Wodeck e del Caporale Gerhards sono inumati presso il Cimitero Comunale di Piacenza nel campo riservato ai caduti Germanici.
Ma quella notte il B3+FR non è l’unica perdita della Luftwaffe; altri due JU 88 A 4 del Gruppe 3 del KG 54 hanno serie anomalie ai motori e precipitano provocando la morte di altri 4 militari. Una esercitazione si è trasformata in una tragedia e la conseguenza sono approfondite indagini tecniche tese a chiarire l’accaduto.
Le verifiche investono il centro di riparazioni e manutenzione presente all’aeroporto “Gaetano Mazza”, dove a fianco degli specialisti della Luftwaffe sono presenti anche tecnici civili dipendenti dalla Junkers ed i vertici del KG 54 devono prendere atto di conclusioni sorprendenti; infatti emerge che all’interno della struttura preposta alle riparazioni opera una organizzazione di spionaggio e sabotaggio alleata che ha inserito nell’olio dei motori una sostanza polverosa, messa a punto dai Servizi Segreti Britannici, che in un arco di tempo di circa 15 ore provoca malfunzionamenti ai cilindri dei motori stessi con conseguenti grippaggi e surriscaldamenti.
Il Gruppe 3 del KG 54 il 21 Maggio 1943 lascia il campo di aviazione “Gaetano Mazza” per prendere posizione nell’aeroporto di Grottaglie; al Convento delle Carmelitane Scalze non sono stati dedicati particolari interventi di riparazione ed attualmente l’ordine è presente in un nuovo Convento, costruito dopo la guerra, che sorge alla periferia sud di Piacenza.
Nell’area dell’impatto il tempo ed i numerosi interventi di ricostruzione e ristrutturazione hanno cancellato del tutto le testimonianze della tragica sera del 28 Aprile 1943.

RIFERIMENTI
Nei cieli piacentini piacentini nei cieli a cura di Luigi Buratti
Deutsche truppen in Italien – L’ultima guarnigione – 1941-1945 Volume 1 a cura di: Maurizio Cavalloni, Alessandro Centenari, Gian Maurizio Conti editore Museo per la fotografia e la comunicazione visiva di Piacenza
DHI Istituto storico germanico di Roma
MGFA Anfrangen
Raccolta annate giornali locali presso la Biblioteca Comunale di Piacenza
Archivio Diocesano della Diocesi di Piacenza Bobbio
www.ww2.dk
www.junkers.de.vu


JUNKERS JU 88 NOTE TECNICHE
Il JU 88, progettato dalla Junkers, in risposta ad una specifica emessa nel 1935 era un velivolo bimotore lungo 14 metri e con una apertura alare di 20 metri. Alto 4,80 metri e propulso da due motori da 1400 cavalli raggiungeva una velocità di 400 Km/h ed operava ad una quota massima di circa 8000 metri.
Con un peso massimo al decollo di 14000 Kg disponeva di una autonomia di 2700 Km.
Nato e prodotto come bombardiere ha poi dato origine a numerose varianti che hanno trovato impiego come ricognitori, caccia notturni ed aerosiluranti.
La principale versione da bombardamento, definita JU 88 A 4, prevedeva un equipaggio di 4 persone e svariate postazioni difensive con mitragliatrici da 7,92 e/o 13 mm di calibro.