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17/10/12

CARTOLINE DALLA GUERRA FREDDA

Le fotografie che seguono permettono di vedere la disposizione di una installazione dell’artiglieria missilistica dell’Esercito Italiano. Le immagini risalgono ad un epoca nella quale la struttura era già stata dismessa da svariati anni.
Attualmente questa base non esiste più. Acquisita dal Comune di competenza è stata completamente demolita ed il terreno destinato ad un altro impiego.
Gli scatti sono ora parte della memoria della “guerra fredda”. Un periodo relativamente recente, quasi dimenticato, che ha condizionato l’esistenza delle genti dell’intero pianeta per decenni permettendo ad alcune aree continentali di vivere in pace. Ma una pace armata e tesa.

L'INSTALLAZIONE VISTA DAL SATELLITE

CARTELLO ALL'INGRESSO

POSTAZIONE DIFENSIVA INGRESSO

POSTO DI CONTROLLO

POSTO DI CONTROLLO

GRUPPO CARBURANTI E/O COMBUSTIBILI

DETTAGLIO GRUPPO CARBURANTI E/O COMBUSTIBILI

RIPARO ATTREZZATURE

CABINA ELETTRICA

POSTAZIONE DIFENSIVA SOPRAELEVATA

PERIMETRO

SIMBOLOGIA N.A.T.O.

FABBRICATO PRINCIPALE

POSTAZIONE DIFENSIVA INTERNA

FABBRICATO SECONDARIO

POSTAZIONI DIFENSIVE INTERNE

POSTO DI AVVISTAMENTO CON FARO

BASAMENTI IN CEMENTO

BASAMENTI IN CEMENTO

TERRAPIENI PARASCHEGGE

TERRAPIENI PARASCHEGGE

LOCALE GRUPPO ELETTROGENO

LOCALE GRUPPO ELETTROGENO

GRUPPO ELETTROGENO AVVISO DI PERICOLO

GRUPPO ELETTROGENO AVVISO DI PRESCRIZIONE

FABBRICATO PRINCIPALE

FABBRICATO PRINCIPALE

ALTRO FABBRICATO SECONDARIO

FABBRICATO PRINCIPALE

SIRENA DI ALLARME

TRALICCIO RADIOCOMUNICAZIONI

TRALICCIO RADIOCOMUNICAZIONI

ANTENNA

28/06/12

ESERCITAZIONE TRAGICA


RISCHIERAMENTO
Dall’ottobre del 1942 l’aeroporto militare presente a San Damiano, nelle vicinanze di Piacenza, intitolato alla memoria di Gaetano Mazza è interamente gestito ed impiegato dalla Luftwaffe subentrata ai reparti della Regia Aeronautica. Da quel momento la superficie e le strutture aeroportuali sono oggetto di notevoli lavori di ampliamento e con il progredire del conflitto l’aeroporto ospita il rischieramento periodico di svariati reparti della Luftwaffe.
Nella primavera del 1943 all’aeroporto “Gaetano Mazza” sono presenti dei “Gruppe” appartenenti a diversi KG, Kampfgeschwader o unità da bombardamento; in particolare si tratta dei Gruppe 3 del KG 27, Gruppe 3 del KG 54, probabilmente il Gruppe 1 ed i Gruppe 2 e 3 con il Gruppe Stab del KG 77. Tutti i reparti sono equipaggiati con velivoli bimotore Junkers JU 88 A 4.
Tra queste unità gli staffel del Gruppe 3 del KG 54 si distinguono per l’insegna che caratterizza tutto il Kampfgeschwader; la “testa di morto” o totenkopf il simbolo del teschio indelebilmente associato al KG 54. A San Damiano sono presenti gli Staffel 7 8 e 9 provenienti da Catania dove il Gruppe 3 del KG 54 è stato costituito convertendo gli Staffel 1 2 e 3 del KGr 806.

ESERCITAZIONE NOTTURNA
Per la notte del 28 Aprile 1943 il Gruppe 3 del KG 54 “totenkopf” ha in programma una esercitazione notturna; il decollo è previsto nella serata ed il piano di volo elaborato per l’attività addestrativa prevede l’impiego dello spazio aereo dell’area compresa tra Piacenza e Milano.
Nello Staffel 9 è compreso il JU 88 A 4 con codice B3+FR e numero di matricola 142477; l’equipaggio è composto dal Flugzeugfuhrer Leutenant Harry Brause Tenente pilota e comandante dell’aereo mentre delle comunicazioni radio si occupa lo Obergefreiter Caporale Maggiore Willy Schulz. L’osservazione e la navigazione sono delegate all’Obergefreiter Caporale Maggiore Gerd Wodeck ed il Gefreiter Caporale Josef Gerhards ha la funzione di armiere.
La Pasqua è passata da poco, cadeva la domenica precedente 25 Aprile 1943, le battaglie infuriano nel nord Africa e lungo il fronte orientale ma, a parte le azioni di bombardamento alleate, la guerra è ancora relativamente lontana dal suolo italiano e dalla città di Piacenza.
Il 28 Aprile 1943 nella sera primaverile i velivoli del Gruppe 3 del KG 54 si alzano in volo per una tranquilla esercitazione. Poco dopo il decollo i motori del bombardiere B3+FR manifestano delle anomalie; in una manciata di minuti almeno uno dei propulsori si incendia e mentre lo JU 88 si trova sulla verticale di Piacenza il pilota perde completamente il controllo dell’aereo.
Sono circa le 22:30 e per qualche istante una meteora illumina la notte resa ancora più buia dall’oscuramento; il Junkers B3+FR precipita in fiamme schiantandosi nell’abitato di Piacenza, a ridosso del centro cittadino. L’aereo impatta sullo Stradone Farnese provocando il crollo dell’edificio del Convento delle Carmelitane Scalze che ospita anche le Terziarie Francescane.
Uno dei gruppi motore in fiamme è proiettato lungo una strada trasversale, Via Torta, e la sua corsa si arresta dopo circa 270 metri di fronte alla chiesa di San Paolo mentre il carburante del velivolo dilaga. I soccorsi si attivano immediatamente e sul luogo del disastro accorrono i Vigili del Fuoco, il personale della Corce Rossa ed i volontari della U.N.P.A.; il quadro della situazione è spaventoso.
Una buona parte del Convento è ridotta in macerie sovrastate da parti deformate di quanto rimane del bombardiere tedesco mentre il carburante fuoriuscito dai serbatoi si è incendiato; le fiamme avvolgono le macerie e si sono propagate lungo via Torta fino al punto dove si è fermato il propulsore che si è staccato dal velivolo. L’intera strada è un rogo indefinito mentre frammenti dell’aereo di svariate dimensioni sono sparsi in un area di circa 20.000 metri quadrati.
Quando le fiamme sono estinte inizia l’operazione di rimozione delle macerie con la pietosa estrazione delle salme e si contano 25 persone decedute. Venti sono cittadini, residenti nell’area interessata dell’impatto, mentre cinque sono Terziarie Francescane che hanno trovato la morte nel Convento distrutto; i feriti, con lesioni di varia entità, sono numerosi.
La guerra impone segretezza, in particolare per quanto riguarda un disastro aereo provocato dal principale alleato militare e politico. Il quotidiano locale “La Scure” non riporta nulla, solo qualche necrologio non facilmente riferibile all’accaduto; poi nel numero  102 dello stesso giornale pubblicato il 30 Aprile 1943 si legge un annuncio:
Solenne rito funebre
nel pomeriggio di oggi alle ore 17 verrà celebrato al cimitero un rito funebre in memoria
delle vittime del grave incidente avvenuto la notte di mercoledì 28 Aprile.
Si invita la cittadinanza a voler presenziare al tributo di omaggio alle salme.
Il conflitto continua e nessuno avrà la possibilità ed il tempo di occuparsi dell’accaduto.
Oltre ai civili tutti i membri dell’equipaggio del B3+FR sono deceduti; i resti del Caporale Maggiore Schulz non sono ritrovati mentre i corpi del Tenente Brause, del Caporale Maggiore Wodeck e del Caporale Gerhards sono inumati presso il Cimitero Comunale di Piacenza nel campo riservato ai caduti Germanici.
Ma quella notte il B3+FR non è l’unica perdita della Luftwaffe; altri due JU 88 A 4 del Gruppe 3 del KG 54 hanno serie anomalie ai motori e precipitano provocando la morte di altri 4 militari. Una esercitazione si è trasformata in una tragedia e la conseguenza sono approfondite indagini tecniche tese a chiarire l’accaduto.
Le verifiche investono il centro di riparazioni e manutenzione presente all’aeroporto “Gaetano Mazza”, dove a fianco degli specialisti della Luftwaffe sono presenti anche tecnici civili dipendenti dalla Junkers ed i vertici del KG 54 devono prendere atto di conclusioni sorprendenti; infatti emerge che all’interno della struttura preposta alle riparazioni opera una organizzazione di spionaggio e sabotaggio alleata che ha inserito nell’olio dei motori una sostanza polverosa, messa a punto dai Servizi Segreti Britannici, che in un arco di tempo di circa 15 ore provoca malfunzionamenti ai cilindri dei motori stessi con conseguenti grippaggi e surriscaldamenti.
Il Gruppe 3 del KG 54 il 21 Maggio 1943 lascia il campo di aviazione “Gaetano Mazza” per prendere posizione nell’aeroporto di Grottaglie; al Convento delle Carmelitane Scalze non sono stati dedicati particolari interventi di riparazione ed attualmente l’ordine è presente in un nuovo Convento, costruito dopo la guerra, che sorge alla periferia sud di Piacenza.
Nell’area dell’impatto il tempo ed i numerosi interventi di ricostruzione e ristrutturazione hanno cancellato del tutto le testimonianze della tragica sera del 28 Aprile 1943.

RIFERIMENTI
Nei cieli piacentini piacentini nei cieli a cura di Luigi Buratti
Deutsche truppen in Italien – L’ultima guarnigione – 1941-1945 Volume 1 a cura di: Maurizio Cavalloni, Alessandro Centenari, Gian Maurizio Conti editore Museo per la fotografia e la comunicazione visiva di Piacenza
DHI Istituto storico germanico di Roma
MGFA Anfrangen
Raccolta annate giornali locali presso la Biblioteca Comunale di Piacenza
Archivio Diocesano della Diocesi di Piacenza Bobbio
www.ww2.dk
www.junkers.de.vu


JUNKERS JU 88 NOTE TECNICHE
Il JU 88, progettato dalla Junkers, in risposta ad una specifica emessa nel 1935 era un velivolo bimotore lungo 14 metri e con una apertura alare di 20 metri. Alto 4,80 metri e propulso da due motori da 1400 cavalli raggiungeva una velocità di 400 Km/h ed operava ad una quota massima di circa 8000 metri.
Con un peso massimo al decollo di 14000 Kg disponeva di una autonomia di 2700 Km.
Nato e prodotto come bombardiere ha poi dato origine a numerose varianti che hanno trovato impiego come ricognitori, caccia notturni ed aerosiluranti.
La principale versione da bombardamento, definita JU 88 A 4, prevedeva un equipaggio di 4 persone e svariate postazioni difensive con mitragliatrici da 7,92 e/o 13 mm di calibro.





29/04/12

FOTO DI GRUPPO


In una caserma dell’Esercito Italiano alla fine degli anni quaranta.
Una foto di gruppo che ha come sfondo i fabbricati della caserma stessa.

10/03/12

PIACENZA - ARCHEOLOGIA MILITARE

Le fotografie di questo post si commentano da sole. Mostrano le operazioni di ricerca intraprese da Arrigo, Cristiano e Pierlino sempre alla ricerca di resti di aerei precipitati in Provincia di Piacenza durante la seconda guerra mondiale.
Siamo nel settore della “archeologia militare”. Una specialità che necessita di capacità teoriche e pratiche da applicare direttamente sul campo a forza di camminate e di braccia e che deve essere applicata anche al secondo conflitto mondiale.
Una tragica guerra lunga e tecnologica che a Piacenza ha lasciato pochissime testimonianze visibili e materiali.
Ricordiamo a tutti i lettori di segnalare a questo blog gli eventuali episodi relativi ad aerei precipitati dei quali sono a conoscenza.
Potrebbero essere informazioni estremamente utili per agevolare l’attività di ricerca della validissima squadra che potete vedere in azione.















03/03/12

RICERCHE IN PROVINCIA DI PIACENZA


A Piacenza, e nella relativa Provincia, le tracce ed i segni lasciati nel territorio dal secondo conflitto mondiale sembrano essere scomparsi. Si tratta di una condizione comune a quasi tutti i luoghi che sono stati il fronte o le retrovie della guerra forse più spaventosa della storia.
Dedicarsi alla ricerca storica significa anche tentare di non perdere la memoria reale e tangibile di eventi che hanno segnato il destino di intere nazioni e delle loro popolazioni.
Anche nella nostra realtà esistono persone che con forte passione e competenza dedicano il loro tempo libero alla ricerca di tracce e reperti.
Arrigo, Cristiano e Pierlino con grande attenzione cercano quanto rimane degli aerei che hanno sorvolato ed agito nella Provincia di Piacenza. Le fotografie che seguono documentano una operazione di ricerca effettuata a Montechino.
Negli anni della seconda guerra mondiale in questa località era ancora possibile estrarre del petrolio. Per le forze armate tedesche e della Repubblica Sociale rappresentava una concreta possibilità di alleviare la penuria di carburante.
Per questo motivo l’area petrolifera di Montechino fu oggetto di svariate incursioni delle forze aeree alleate che si conclusero con la distruzione degli impianti di estrazione.
Arrigo, Cristiano e Pierlino sono riusciti ad individuare alcune schegge.
Il conoscere eventi riguardanti le incursioni aeree alleate oppure relativi a velivoli dell Luftwaffe permette di orientare le ricerche con maggiore efficacia.
Se leggete queste righe e siete a conoscenza dello svolgersi di eventi bellici anche in modo frammentario ed incompleto inviate una e-mail a questo blog con la loro descrizione.
Quanto descritto sarà prontamente comunicato ad Arrigo, Cristiano e Pierlino.
Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che collaboreranno.
RICERCA IN AREA BOSCHIVA

RICERCA IN CAMPO APERTO

GRUPPO DI SCHEGGE

SINGOLA SCHEGGIA

18/02/12

LE FORZE ARMATE ALLEATE IN ITALIA PRIMO ESERCITO MULTIETNICO

Durante il secondo conflito mondiale le armate alleate che risalivano la penisola italiana assunsero l’aspetto di una forza multietnica. Tra i militari Statunitensi erano presenti afroamericani e nippoamericani mentre i l’esercito Britannico comprendeva indiani ed altri reparti composti da militari di origini asiatiche.
Le forze armate Francesi disponevano in territorio Italiano di unità provenienti da nazioni africane all’epoca loro colonie. Inoltre erano operativi contingenti Sud Africani, Rhodesiani, Neozelandesi,  Polacchi e Brasiliani.
Con la speranza di non avere dimenticato nessuna nazionalità colpisce l’aspetto attualmente definito “multietnico” realizzato involontariamente in anticipo.

30/01/12

AEROPORTO DI PIACENZA - SAN DAMIANO

L’inizio del secondo conflitto mondiale coinvolge immediatamente i reparti schierati all’aeroporto militare di San Damiano. I bombardieri BR 20 “Cicogna” decollano per missioni nei cieli della Francia ed in seguito partecipano alla battaglia d’Inghilterra ed operano in svariati teatri.
Nel 1942 la Regia Aeronautica lascia definitivamente questa struttura che diventa una base della Luftwaffe al comando del Maj. Hans Dostler.
Il passaggio di consegne tra i corpi aeronautici di Italia e Germania avviene con una cerimonia pubblica nella principale piazza di Piacenza, piazza Cavalli.
La Luftwaffe impiega la struttura aeroportuale per finalità addestrative ed inizia una serie di importanti lavori di ampliamento con l’impiego di manodopera locale.
Con il progredire del conflitto l’aeroporto di San Damiano è coinvolto in modo profondo e le attività addestrative lasciano il posto a reparti operativi formati sia da bombardieri che da cacciabombardieri e diventa il bersaglio di persanti incursioni aeree alleate.
Nel 1945, durante gli ultimi giorni di guerra e poco prima dell’arrivo degli alleati, truppe tedesche minano e distruggono parte dlelle strutture ed alcuni velivoli fermi al suolo per mancanza di carburante.
Nello scenario di una ormai inutile distruzione termina la presenza della Luftwaffe a San Damiano.

08/01/12

CUCINE E CUCINIERI


Camminiamo ancora lungo il sentiero del tempo che ci ha portato nel 1927 tra i millitari effettivi al Regio Esercito. Due foto di gruppo per un elemento molto importante per il morale, e le forze, degli eserciti di tutto il mondo e di ogni epoca: i cucinieri e le cucine.
Le parole “cucinieri sporcaccioni” riportate in una delle immagini si prestano a due diverse interpretazioni. Forse una breve frase ironica scritta da una delle persone ritratte oppure la testimonianza delle eterne divergenze presenti in ambito militare tra chi deve preparare il pasto e coloro che lo mangiano.

27/12/11

ARTIGLIERIA A CAVALLO


Due fotografie che spostano il calendario nel 1927, a Maggio.
Sono militari di leva effettivi ad un reparto di artiglieria a cavallo in una caserma di Alessandria.
In una fotografia posano orgogliosi con i cavalli mentre nell’altra sono ritratti in gruppo con armi di ordinanza, elmetti, gavette, copricapi e giberne.
Grazie ad immagini come queste possiamo vedere l’aspetto e le caratteristiche di uniformi ed equipaggiamenti del Regio Esercito in un periodo, gli anni ’20 del secolo scorso, quasi dimenticato.

04/12/11

P 47 PERSO IN VAL NURE


Il 3 Gennaio 1945, alle 14.50, irrompono nel cielo della val Nure due aerei Statunitensi. Si tratta di P 47 “Thunderbolt” del Fighter Squadron 527 decollati da Pisa ed appartenenti ad una formazione destinata ad attaccare un ponte ferroviario a Calcinato in provincia di Brescia.
Il “Thunderbolt” chiamato “Rosie” pilotato dal 2nd. Liutenant Clarence Thomas, alla sua terza missione, manifesta gravi problemi al dispositivo di variazione del passo delle pale dell’elica e tenere in aria il velivolo in quelle condizioni diventa sempre più difficile e pericoloso.
Il pilota dell’altro “Thunderbolt”, 1st. Liutenant Edmond Jung, si rende conto che il commilitone deve abbandonare il proprio aereo il prima possibile e lo scorta nell’area della Val Nure dove la presenza di numerose formazioni partigiane rende sicuramente meno pericoloso lanciarsi con il paracadute in territorio avversario.
E così a circa 1 miglio a sud est di Ponte dell’Olio il 2nd. Liutenant Thomas apre il tettuccio e si lancia nel vuoto da una altezza di circa 600 metri toccando terra poco dopo senza danni fisici. Intanto il suo P 47 senza controllo si schianta al suolo nelle vicinanze incendiandosi.
Dall’alto il 1st, Liutenant Jung osserva gli avvenimenti, pronto a proteggere il compagno a terra, ma vede che il 2nd. Liutenant Thomas si dilegua rapidamente senza che elementi ostili intervengano ad impedire la sua fuga.
Al rientro a Pisa, in base al rapporto relativo all’accaduto, sottoscritto dal 1st. Liutenant Jung il 2nd. Liutenant Thomas è dichiarato disperso in azione.
Il 5 Gennaio 1945, tramite gli appositi canali di collegamento con la resistenza, il comando del Fighter Squadron 527 è informato che il loro pilota è in buone mani e relativamente al sicuro raggiunto e protetto da una formazione di partigiani.

02/12/11

MODIFICA POST

Il post "Artiglieria Contraerea 1943" è stato modificato in "Artiglieria Contraerea 1942".
Il riferimento all'anno 1943 è un errore dovuto ad una svista rivelata grazie all'attenzione di un lettore.

17/11/11

RIFUGI ANTIAEREI


Durante la seconda guerra mondiale a Piacenza erano disponibili 47 rifugi antiaerei pubblici distribuiti in tutta la città. Oltre a questi erano presenti anche altri 13 ricoveri dedicati agli edifici scolastici generalmente ricavati presso le scuole stesse.
Per quanto riguarda i fabbricati privati era obbligatorio per i proprietari degli immobili provvedere all’allestimento di idonei rifugi antiaerei. Vigilava sull’applicazione delle disposizioni il Comitato Provinciale Protezione Antiaerea che recepiva le disposizioni emesse a livello nazionale.
Generalmente i locali adattati a rifugi erano seminterrati e scantinati rinforzati con travature e puntelli in legno e l’aggiunta di eventuali ripari paraschegge con barriere di sacchi o terrapieni. In relazione ai rifugi pubblici erano segnalate alcune carenze croniche.
In molti casi mancavano uscite di emergenza, panche, servizi igienici e si lamentava scarsa ventilazione.
A volte erano assenti anche le lampade a petrolio indispensabili per avere un minimo di illuminazione in caso di interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica.
Nonostante le deficienze queste strutture hanno retto il peso dei bombardamenti proteggendo l’integrità di coloro che si riparavano al loro interno.

31/10/11

TARGA COMMEMORATIVA DIMENTICATA


A Piacenza nel fabbricato in disuso della ex stazione S.I.F.T. lungo un muro, tra i vecchi mattoni rossi, è inserita una targa. Si tratta di un piccolo monumento dimenticato che ricorda il sacrificio dei tramvieri piacentini durante la prima guerra mondiale.
Le iscrizioni riportano:
I TRAMVIERI PIACENTINI AI LORO CADUTI
CORBELLINI ARTURO
MANCASSOLA SILVIO
POZZOLI ANGELO
SACCHETTI ISMAELE
SCRIVANI GIUSEPPE
TOSCA ALBERTO
1915  1918
MCMXLVII
Sulla targa è incisa la firma Rancati. Di fianco i resti, probabilmente marmo, di un'altra targa commemorativa che ora è mancante.


16/10/11

DEFINIZIONE AEREI U.S.A.A.C.


Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale l’aeronautica militare degli Stati Uniti, non ancora arma autonoma ma incorporata nell’esercito, con il progredire delle operazioni assunse proporzioni ed importanza sempre più rilevanti. Questo accadde anche durante la campagna d’Italia dove, con un grande numero di aeroporti dislocato nelle isole e nel sud e centro della penisola, gli aerei Statunitensi furono una presenza rilevante.
Per tutti coloro che si trovano ad approfondire argomenti legati agli aerei Statunitensi operativi durante la seconda guerra mondiale può essere utile riassumere il significato delle sigle, in particolare le lettere, che definivano le funzioni dei velivoli.
A       BOMBARDIERI LEGGERI
B       BOMBARDIERI MEDI E PESANTI
P       CACCIA, CACCIABOMBARDIERI, INTERCETTORI
O       OSSERVAZIONE
OA      OSSERVAZIONE AEREI ANFIBI
F       RICOGNITORI FOTOGRAFICI
PT      ADDESTRAMENTO PRIMARIO
BT      ADDESTRAMENTO DI BASE
AT      ADDESTRAMENTO AVANZATO
C       TRASPORTO
CG      ALIANTI DA CARICO ED ASSALTO
TG      ALIANTI DA ADDESTRAMENTO

11/10/11

RICERCA STORICA E MODELLISMO

Ricerca storica e modellismo, non sempre, ma frequentemente sono accoppiate. Ricercatori storici nel corso degli anni si sono avvicinati al modellismo; altri come il sottoscritto partendo da ragazzo da una scatola di montaggio si sono accostati alla ricerca storica.
Se siete modellisti, o aspiranti tali,oppure semplicemente curiosi è sempre consigliabile una visita al sito di Loogan Model.
Oltre ad interessanti reportage e fotografie di modelli costruiti, che sono sempre una fonte di ispirazione, potete trovare parecchi consigli utili ed una bella lista di link.
Lo trovate all'indirizzo web http://loogan-model.webnode.it/

04/10/11

ARTIGLIERIA CONTRAEREA 1942

Le fotografie che seguono sono state realizzate nell'area di Roma. Siamo alla fine dell'inverno del 1942 e le immagini mostrano una postazione di artiglieria contarerea pesante del Regio Esercito.
Alcuni dei militari, con una certa baldanza, presentano le armi imbracciando proiettili al posto dell'arma individuale di ordinanza. Ma non si tratta di giovani; sono persone in età matura che in passato avevano prestato servizio militare in artiglieria richiamate alle armi e frettolosamente allontanate dalle famiglie e dai propri affetti.
Nonostante questo, in posa per le fotografie, non immaginano che nell'arco di tempo di pochi mesi si troveranno coinvolti negli eventi del settembre 1943.
La postazione è realizzata e tenuta con cura, il cannone in ordine. Sono evidenti le presenze di un sottufficiale e di un ufficiale della Flak, la contraerea tedesca incorporata nella Luftwaffe.
Forse si tratta di una visita o di un passaggio casuale oppure, per fronteggiare i crescenti attacchi aerei alleati, il Regio Esercito aveva chiesto la attiva collaborazione di personale specializzato Tedesco.





19/09/11

CARTAMONETA

Durante l'ultimo conflitto mondiale, in particolare dopo l'otto settembre 1943, le truppe tedesche in Italia disponevano di una notevole quantità di valuta italiana. Più di una persona che ha assistito al pagamento di civili italiani che avevano lavorato per il genio costruzioni Tedesco ricordano che gli ufficiali addetti all'amministrazione avevano interi rotoli di banconote che tagliavano, forbici alla mano, direttamente sul campo assecondando le esigenze del momento.
Infatti tra i reparti tedeshi erano molto diffuse piccole stampatrici, con i relativi "clichè" tipografici, per la stampa di cartamoneta. Per i comandi germanici procurarsi la carta filigranata deve essere stato il meno; la parte più complessa dell'operazione probabilmente ha riguardato la produzione e la distribuzione degli stampi.
Forse la "amlira" di occupazione, prodotta con il controllo degli alleati, oltre a scopi finanziari aveva anche quello più pratico di impedire che gruppi di falsari potenzialmente in grado di impossessarsi del materiale tipografico tedesco iniziassero la diffusione di ingenti quantitativi di valuta falsa.